Le poste contabili che intendono rappresentare ilfenomeno della fiscalità differitaassumono contorni sfuggenti e fisionomiaeconomico-finanziaria, sotto certi aspetti, controversa, soprattutto per quanto riguarda le voci dell’attivo.
E’ appena il caso di precisare che la problematica trattata appartieneall’ambito civilistico della redazione del bilancio, benché strettamente dipendente dalle ripercussioni dellanormativa fiscale sul prelievo per imposte dirette in altri esercizi.
Se si intende inquadrare nel modo più esaustivo possibile la variegata casistica occorre allargare l’orizzonte a tutte quellesituazioni nelle quali matura un risparmio o un debito sul reddito d’impresa con scadenza in un periodo successivo, seguendo i dettami del principio della competenza economica, distinto rispetto all’onere o alcredito tributario liquidato in dichiarazione, rappresentato dalle imposte correnti.
Sotto il primo profilo, relativo alleimposte anticipate o differiteattive, ci si riferisce innanzitutto alle fattispecie deltesto unico imposte sui redditi(tuir) che prevedono una diminuzione futura del reddito imponibile a fronte di un aumento immediato, ovvero ledifferenze temporali temporanee deducibili,ricollegabili a ricavi tassatianticipatamente o a costi deducibili posticipatamente.